Convento di Sabbioncello

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Così come lo vediamo oggi ha un percorso storico ed una evoluzione architettonica che possiamo suddividere in tre parti: un periodo più antico, che va dall’epoca Medioevale fino all’anno 1508, data di demolizione della Chiesa precedente ed inizio dei lavori di costruzione della Chiesa attuale; un secondo
periodo: dal 1508 al 1540, data ufficiale di istituzione del Convento Francescano; ed un’epoca successiva, fino ai giorni nostri.
Le prime 2 epoche, come è lecito aspettarsi sono documentate da testimonianze letterarie ed archeologiche innanzitutto il nome “Sabbioncello” fino ai primi decenni del ‘700, leggendo le carte topografiche locali, è attribuito propriamente al borgo che oggi chiamiamo “Cicognola”. Solo dagli
ultimi decenni del ‘700 nella cartografia questa località prende il nome di S. Maria di Sabbioncello . Nel chiostro piccolo vediamo un reperto archeologico: un’ Ara votiva in granito. Per quanto riguarda l’Epoca Medioevale ricordiamo che a partire dal secolo 12mo il borgo di Sabbioncello – Cicognola e questa località adiacente, con la Chiesetta antica, detta di S. Maria risulta di proprietà del Monastero Benedettino Milanese di S. Dionigi, mentre il borgo di Merate con una notevole estensione di terreno circostante è di proprietà di S. Dionigi già nella prima metà del secolo precedente. Abbiamo infatti due
pergamene (Archivio di Stato di Milano) dell’anno 1026 e del 1045 per quanto riguarda Merate e nel secolo successivo per la proprietà di Sabbioncello abbiamo una Bolla 21_timbroPontificia dell’anno 1157 ed una pergamena imperiale del 1158 concessa da Federico I° Barbarossa.L’origine di questa proprietà e di queste assegnazioni la troviamo nel patrimonio familiare di Eriberto d’Intimiano, già nel Decimo Secolo. Quando Eriberto, Arcivescovo di Milano, fonda nell’anno 1023 l’Abbazia Milanese di S. Dionigi, le assegna progressivamente un cospicuo patrimonio feudale in reddito e sussistenza. Nei secoli successivi , fino all’estinzione della Autorità Abbaziale, le vicende di Sabbioncello contengono sempre le tracce di soggezione al potere amministrativo di S. Dionigi. Un manoscritto settecentesco dell’Archivio Parrocchiale dove si elencano in dettaglio i patti stabiliti due
secoli prima, all’atto della cessione del convento all’Ordine Francescano , c’è una clausola che prevede la costruzione di alcune stanzette riservate al soggiorno temporaneo dei Monaci Benedettini Milanesi.
Ricordiamo ancora che la Chiesetta precedente è descritta in un codice Diocesano databile circa 1270-1280 redatto dal cronista Goffredo da Bussero.
Descrivendo il periodo tra il 1508 e il 1540 data della demolizione della Chiesa precedente e della costruzione dell’attuale in uno stile molto differente dall’epoca romanica.
Le confraternite laiche erano presenti in tutti i paesi, fin alla metà del secolo scorso anche a Sabbioncello ce n’era una, composta dagli abitanti del luogo, presieduta dal conte Gabriele Perego. Nel maggio del 1508 un Abate Commendatario di S. Dionigi concesse l’utilizzo mediante un contratto di investitura del terreno agricolo circostante la Chiesa; non solo, concesse anche l’autorizzazione ad ingrandire la chiesa, o meglio a sostituirla con una più grande. Nei decenni successivi la fabbrica procede e sorgono progressivamente le varie parti: le cappelle laterali, la sacrestia il campanile ecc.
Una nota importante è la data della presenza dei dipinti ex-voto sulle pareti interne della chiesa. Alcuni hanno conservato leggibile il cartiglio con la dedica e la data, per cui siamo in grado di risalire con precisione ai primi due decenni del ‘500 come epoca di piena attività liturgica.
L’edificio progettato nel 1508 aveva la facciata con l’ingresso principale sul lato ovest, rispettando lo stile architettonico della chiesetta precedente, mente l’abside con l’altare era ad oriente.
Nell’ultimo decennio del ’500 venne fatta questa modifica strutturale di notevole portata, invertendo completamente le modalità d’accesso e utilizzo anche delle parti del Convento adiacenti alla Chiesa.

IL CORO
Dietro l’altare maggiore, con la statua lignea della Madonna, (scolpita dal Frate Francesco Rabagliotti da Vanzone) nelle vele del soffitto sono dipinti i 4 Evangelisti affiancati dai 4 Dottori della Chiesa Cattolica occidentale: S. Ambrogio (con lo staffile) S. Gregorio Magno (Papa nell’anno 590) S. Agostino (con la mitra episcopale) S. Gerolamo (in abito cardinalizio), ad opera di Domenico Chiesotto

IL CROCIFISSO
Nel 1808 il conte Perego donava alla comunità dei Frati un grande Crocifisso ligneo già venerato nell’arcivescovado di Milano dal Card. Federico Borromeo.

SAN FRANCESCO
La statua in legno del nostro Poverello è posta nella nicchia centrale sopra l’altare, mentre nelle nicchie laterali sono collocate le statue di 5. Ludovico re di Francia e di Sant’Elisabetta regina d’Ungheria, patroni dell’Ordine Francescano Secolare. Due tele del 1600 si possono ammirare alle pareti della
cappella, raffiguranti San Ludovico vescovo e San Bernardino da Siena. In fianco all’altare noterai una bacheca contenente il saio di San Giovanni di Capestrano, discepolo di San Bernardino, condottiero delle milizie cristiane contro i turchi.
la Cappella: è quasi certo che al centro esistesse un affresco raffigurante la Vergine.
Ai piedi dell’altare fa spicco un palliotto settecentesco che mostra una “Madonna immacolata tra fiori” che nel 1974 è stato ricomposto come era all’origine.
Nel periodo successivo al 1540, anno in cui viene istituito il Convento Francescano, la presenza dei francescani Amadeiti (così chiamati perché seguaci del beato Amedeo da Silva) è datata 1550, subentrata nella direzione del santuario al parroco di San Giorgio in Vizzago il quale, non potendo
garantire una valida funzionalità della chiesa di Sabbioncello, si era rivolto ai frati del convento della Pace di Milano. Papa Paolo II con la bolla “Piis fidelium votis” dichiarava Santa Maria nascente” chiesa separata per sempre dalla parrocchia di San Giorgio in Vizzago”.
Insediatisi sul colle benedetto, gli Amadeiti davano subito mano alla costruzione della sacrestia, del cenacolo e della cucina a mezzogiorno: verso Montevecchia lo scaldatoio, la lavanderia e una capiente cisterna per l’acqua, aprendo nel contempo sul lato sinistro del Santuario quattro cappelle con arco a
sesto acuto, ridotto a tutto tondo nel 1590.
Dopo pochi anni, e precisamente nel 1568, Papa Paolo V scioglie la congregazione degli Amadeiti che lasciano il posto all’arrivo dei frati della Osservanza, sempre francescani. Presenziarono questi il complesso francescano per venti anni, fino all’avvento dei frati francescani della Riforma che, sotto la guida dei maestri Battista e Domenico Chiesotto, attuarono la costruzione del presbiterio attuale, il coro a volta e, nel coro, la cripta dei religiosi defunti, recentemente riscoperta (1984).
Da questo periodo ad oggi è più viva che mai l’attività spirituale dei frati francescani, che per scelta e per carisma, testimoniano fede e umanità nel grande caos della vita moderna.